Chi l’ha conosciuto sia come medico sia come persona non l’ha mai dimenticato.Fu eletto medico condotto di Gavardo, Sopraponte, Soprazocco e Vallio Terme nel 1915,
fu collocato in pensione nel 1954, ma continuò a esercitare e a rispondere alle chiamate dei pazienti, a ogni ora del giorno e della notte senza farsi spaventare né dalla pioggia né dalla neve; raggiungeva le abitazioni anche piuttosto lontane a piedi o in bicicletta finché non ebbe a disposizione un’automobile di cui si sa, aveva una particolare passione.
Dedicò circa cinquantacinque anni della sua vita alle cure dei malati e come scriveva l’illustrissimo Dott. Guido Franchi, ex sindaco di Gavardo e titolare della farmacia sita in paese, in occasione della morte del Dott. Rossini avvenuta nel 1976 diceva: “vedeva in ogni paziente affidato alle sue cure, non un numero, ma la persona umana e in ogni malato la personificazione di Cristo sofferente”.
Era un medico condotto, chirurgo, dentista ed odontoiatra e attraverso le testimonianze raccolte (con le quali verrà realizzato un libro di memorie) è stato colui che grazie alle sue diagnosi accurate ha salvato tanti bambini e persone come ad esempio nel 1934 curò e guarì tanti dalla febbre tifoide e facendo bonificare la cisterna dell’acqua ne evitò il propagarsi. Il suo motto che si ritrova sui suoi ricettari è il seguente.
” Servire chi soffre; oggi e domani più di ieri, io non ho fine migliore né volontà più cara”
E questo ha saputo mantenerlo fino alla fine dei suoi giorni di vita.
Come scriveva nel giornale di Brescia nel 1964 Aristide M. Giustacchini: “questo è sempre stato il biglietto da visita del Dott. Rossini, questo è stato il principio e lo scopo della lunga ed encomiabile carriera professionale che presta da oltre 55 anni con zelo ed alto senso del dovere ed umana comprensione a favore di tutti, senza la benchè minima distinzione, in tempi buoni e avversi”.
Nel suffragio dedicato al Dott Rossini, l’allora sindaco di Gavardo Sig. Gabriele Avanzi in data 31/10/1976, comunicando alla famiglia Rossini le più vive e sentite condoglianze, rimarcava che la sua morte potesse far nascere nuove persone che con i suoi ideali cristiani, con la sua fede in Dio e negli uomini, compiano nel nostro tempo azioni che non hanno tempo ne spazio perché hanno finalità trascendenti.

